domenica 24 maggio 2015

Amore

Annaspo nell'amore, mi travolge, mi sconvolge.
Delirio lucido, troppo totalizzante per esser compreso.
La vita mi commuove.
Grazie.

lunedì 4 maggio 2015

Lode a te

Solo lei è così speciale,
solo lei così perfetta.
Tra tutte quelle che ho conosciuto,
mai ho trovato 'sì tanta magnificenza.
Così discreta, così saggia.
Il suo carattere quieto seppur determinato,
la sua indole dolce ma non sdolcinata.
In lei trovi tutto, anche ciò che non ti aspetteresti mai.
Ora ditemi. Di chi altro potrei parlare se non dell'unica?
Non c'è niente da fare, amici miei,
l'evidenza supera qualunque scetticismo.
Grazie, mela.

venerdì 27 febbraio 2015

Domande?

Fratelli cari,

per chi non ne fosse a conoscenza, domenica 1 Marzo, alle ore 21:00, avverrà la prima diretta streaming del mio canale YouTube!
Ci sarà così la possibilità, per chiunque volesse, di farmi domande riguardo qualunque argomento affine al canale stesso (o a questo blog, ovviamente).
Il link per la diretta è il seguente: https://www.youtube.com/watch?v=XLLE4IZWTkg

A presto!


Andrea

giovedì 5 febbraio 2015

Tecnologica novità!

Nonostante io non stia pubblicando più nulla da un po' di tempo a questa parte, vorrei farvi sapere che sono ancora qui, vivendo la mia vita, percorrendo la mia strada.

Anche se la voglia di scrivere è al momento latitante, il desiderio di condividere è davvero forte in me.
Per questo motivo ho deciso di riversare questa mia spinta in un'altra forma, e da qualche giorno ho aperto un canale su YouTube.

Si chiama 'sottoalmelo', e potete raggiungerlo cliccando qui.
Se vi va, iscrivetevi e sentitevi liberi di interagire in qualunque modo desiderate!

Pace,

Andrea

venerdì 5 dicembre 2014

Ne quid nimis

Il viaggio continua, e le scoperte non finiscono mai.
Quando ho iniziato a nutrirmi di sola frutta, ormai un anno e mezzo fa, mai avrei immaginato quanta strada ancora mi mancava da percorrere nel processo di (ri)scoperta della verità. Sono sicuro che neanche adesso sono in grado di immaginare ciò che mi aspetta nei prossimi mesi. Guardarsi indietro lascia sempre senza fiato (e se così non fosse, vuol dire che di strada non ne abbiamo fatta poi un granché).

Oltre ad essere cambiata la qualità del cibo, e con questo intendo anche l'esclusione i determinati frutti di cui vi ho già fatto partecipi, è cambiata anche la quantità di esso.
Premetto che ciò di cui parlerò fa parte del mio percorso e, al momento, non è per me ancora una tappa raggiunta. Predico bene e razzolo male? Si, al momento. Sono in evoluzione, come tutti noi, e so che, presto o tardi, riuscirò a superare gli ostacoli che al momento mi bloccano.

Se penso alla quantità di frutta che ingerivo un anno fa, in una giornata, mi viene da strabuzzare gli occhi. Ora, quella stessa quantità, mi basterebbe per un'intera settimana! Vero è che non risentivo particolarmente di quelle incredibili quantità e di quegli incredibili miscugli, sia nello stesso pasto, sia a digestione non completata del pasto precedente, di frutta. Venivo da ingenti abbuffate di pasta, pane, fritture, e chi più ne ha più ne metta...come potevo risentire della frutta? In confronto, era tutta manna dal cielo!
Ma i tempi cambiano, e il corpo si pulisce sempre di più. L'intestino si libera di chili e chili di arcaico materiale accumulato nel corso degli anni, e diventa più efficiente. Si dice che, se paragoniamo un intestino ad un campo da calcio, chi segue una dieta standard ha a disposizione la sola area del portiere per digerire tutto ciò che ingoia. Se a questo aggiungiamo che, solitamente, la sola frutta consumata arriva a marcire mentre aspetta che passino le varie portate che le sono precedute durante il pasto, abbiamo un triste quadro. Ma, tornando a me, da più di un anno gli spazzini lavorano duramente e ora il campo da calcio è un po' più pulito di prima. Il terreno può assorbire in maniera più completa ciò che passa sopra, e l'erba cresce più sana e nutrita.
Un grande passo in avanti l'ho notato quando ho abbandonato gli avocado e la frutta ortaggio. Mi portavano entrambi a mangiare troppo, lasciandomi poi sempre quella insoddisfatta voglia di dolce, a fine pasto.

Comunque, raccontare tutta la storia richiederebbe davvero troppo tempo, e salterei sicuramente troppe volte da un argomento all'altro, perdendomi nei cubicoli dei miei pensieri. Tanto vale venire al sodo e dirvi direttamente cosa e come mangio ultimamente.
In quanto a varietà, sto mangiando praticamente solo mele, pere, papaye e cachi.
Per quanto riguarda la quantità, sento sempre di più la necessità di mangiare solo ed esclusivamente quando ho fame. Ogni singolo grammo di cibo, ingerito semplicemente per gola, noia o qualsiasi altro motivo, è per me tossico. Sento che mi appesantisce la mente, il corpo e lo spirito. Quando mangio ascoltando il mio corpo, faccio un singolo pasto al giorno, più o meno verso la metà del dì, e non tocco altro fino al giorno successivo. Ho passato un breve periodo così, mangiando ad esempio due mele, o tre quattro pere, o altrettanti cachi, ed è stato un periodo incredibile. Mi sentivo leggero, pienamente soddisfatto, tranquillo e felice.
Quando non appesantiamo il nostro corpo oltre il dovuto, gli diamo la possibilità di disintossicarsi.
Oramai non ho mai fame la mattina. Anzi, se provo a mangiare una mela verso le dieci non riesco neanche a finirla. Ci sono stati anche giorni in cui, se avessi davvero dato retta al mio istinto, non avrei mangiato affatto.
Ne quid nimis, nulla di troppo. E' proprio così. Anche facendo un singolo pasto di mele al giorno, rischio di sentirmi pesante e scombussolato se mangio senza fame, o mangio oltre la sazietà.

Tra il dire e il fare, comunque, ci sono ancora molti litri d'acqua...e sì, continuo a mangiare per noia, gola e altri motivi. Il punto è che noi abbiamo sviluppato, sin da quando siamo nati, un attaccamento emotivo al cibo e all'atto di mangiare. Guardatevi intorno: la gente vive per mangiare. Me compreso, s'intende. Ho cambiato il "cosa" mangiare, l'oggetto della dipendenza, la figura a cui sono attaccato...ma rimango sempre dipendente, sempre attaccato.
Da quando siamo piccoli non facciamo che collegare il cibo ad ogni genere di occasione, piacevole o spiacevole che sia. I compleanni, le uscite con gli amici, i matrimoni, le inaugurazioni...si mangia sempre! E se il ragazzo ti pianta in asso? Vaschetta di gelato e passa la paura! Vai a vedere un film? Ascolti della musica? Nel frattempo sgranocchi dei popcorn e bevi qualcosa.
Vedete come tutto è legato al cibo? Ogni evento significativo della nostra vita ha a che fare con il cibo, prima o poi. E' chiaro che questo è un problema da risolvere, e questo non è facile.

Una cosa che mi ha aiutato molto, nel proseguire del mio percorso, è stato imparare l'importanza del mangiare in modo cosciente. In inglese suona meglio, e diventa conscious eating. Il concetto è questo: mangiare con piena consapevolezza. Prova a fare questo. La prossima volta che ti appresti a mangiare un qualunque pasto, prima di mangiare, prova a fermarti in silenzio. Penso che sia questo il vero motivo per il quale si è tramandata la tradizione della preghiera prima del pasto. Se ti turba l'idea di pregare, allora prova a meditare. Semplicemente siediti, in silenzio. Puoi chiudere gli occhi, se preferisci. Cerca di rimanere in silenzio, non solo con la bocca ma anche e soprattutto con la mente. Lascia che i tuoi pensieri scivolino via e rilassati. Anche due minuti in questo modo bastano.
Dopodiché, ringrazia per ciò che stai per mangiare, e mangia. Vedrai che mangerai più lentamente, masticando più accuratamente ogni boccone, e ti sazierai prima.
Quando l'ho fatto per la prima volta, sono rimasto sbalordito. Mi sono saziato con una singola pesca, quando io con le pesche non riesco a saziarmi se non ne mangio una decina o giù di lì.

Se mangiamo ditraendoci, per esempio guardando la tv o leggendo qualcosa, o anche semplicemente parlando con qualcuno o pensando a qualcosa che non riguarda il nostro pasto, finiamo inevitabilmente per mangiare troppo e male. E, a fine pasto, non siamo neanche soddisfatti. Certo...non gli abbiamo prestato attenzione!

Quando mangio il mio unico pasto giornaliero, mi basta a volta anche una singola mela per raggiungere la sazietà e la piena soddisfazione. Dopodiché ho tutto il pomeriggio per digerire. Anche andare a dormire a stomaco vuoto è un'esperienza incredibile. Il sonno è leggero, tranquillo, non interrotto per andare in bagno. Sono sicuro che, con il passare del tempo, aumenterebbe anche l'efficienza del sonno, sia a livello fisico che a livello mentale. Quando vado a dormire con lo stomaco completamente libero, la mattina dopo non ho affatto fame...anzi, a volte il primo appetito arriva verso le tre di pomeriggio! Sicuramente, continuando a mangiare così per lunghi periodi di tempo, e senza eccezioni, scoprirei molte verità che al momento si celano ai miei sensi. Spero di poterne parlare con voi in futuro.

Un altro argomento da affrontare è quello della espulsione. Quando mangio un pasto al giorno, lo butto fuori verso le prime ore del mattino della giornata successiva. Questo mi lascia stomaco e intestino completamente liberi di lavorare alla pulizia per molte ore. Dopo pochi giorni a questo regime, il muco torna a farsi sentire, e questo è inevitabile segnale che il corpo sta approfittando per andare ad un livello ancora più profondo di disintossicazione. Riguardo la disintossicazione, comunque, credo che scriverò qualcosa di dedicato in futuro, perché la confusione regna su questa desolata landa, nei reami di crudisti e fruttariani.

Questo è forse il post peggio scritto di tutto il blog, oggi sono un po' confusionario! Di cose da dire ce ne sarebbero moltissime, a riguardo. Comunque sicuramente tornerò a parlarne bene in qualche altra occasione.


Grazie del tuo tempo,

Andrea

martedì 18 novembre 2014

Incubo color arancio

Di discussioni in merito alla frutta acida ce ne sono a bizzeffe, e questa non sarà l'ennesima a favore dell'una o dell'altra tesi. Questa intende essere una mera testimonianza di un fatto, accaduto qualche giorno fa. E' importante arricchire l'esperienza collettiva di chi cerca la salute.

Un giorno, mentre ero a casa di una certa persona, mi è venuta un'improvvisa e alquanto insolita voglia di mangiare alcuni mandarini esposti in un cesto. Così l'ho fatto, li ho mangiati. Saranno stati sei, sette forse.
I mandarini sono finiti, ma la voglia mi è rimasta, così la mattina dopo sono andato a comprarli da un ambulante che avevo già adocchiato qualche giorno prima (benché non avessi voglia di mandarini, avevo notato la buona qualità di quelli) e ne ho comprato una cassa. Circa 9 kg.
Così, ho dato libero sfogo alla mia insaziabile voglia, e ho mangiato prevalentemente mandarini durante tutta la giornata. Non so quantificare esattamente il numero o il peso complessivo, perché non sono l'unico ad aver attinto alla cassa (che a fine serata era più o meno dimezzata), ma credo di averne mangiati circa due-tre chili al massimo.
Ad ogni modo, ho mangiato ben oltre la sazietà, ma non ho mangiato più di quando esagero con altri frutti, siano essi cachi, mele, pesche, prugne o uva.
Piccolo inciso: ultimamente, e da un po' di tempo, la mia dieta si basa su mele, cachi e papaye. Praticamente non tocco altro al di là di qualche rarissimo dattero.
Tornando a quel dì, ho mangiato mandarini la mattina, spizzicando fino a pranzo. Verso le due ho mangiato tre piccoli cachi, poi mandarini fino al tardo pomeriggio, e per chiudere una papaya.
Nonostante non sia stato un grande giorno, dietisticamente parlando (ho mangiato troppo, e sicuramente non con la fame), non è stato peggiore dei due prima di questo. Almeno, considerando il livello di pulizia che ho raggiunto personalmente.
Perché, dunque, un titolo tanto nefasto? L'incubo arriva ora.
Il mio umore, già compromesso dalla giornata, è caduto a picco. Mi sentivo abbattuto, triste, depresso. Tutte cose che ho abbandonato da tempo, almeno in queste dosi. Fin qui nulla di imputabile ai mandarini.
Poi, il malessere si è palesato anche nel mio fisico. Ho cominciato ad avvertire più freddo del solito (solitamente la gente rimane scioccata guardando il mio scarno vestiario invernale), e mi sono coperto meglio che potevo, sotto un plaid, sul divano.
Poi è arrivata la nausea, il mal di testa, il dolore muscolare...insomma, avete presente quando la febbre si avvicina? Sono andato a mettermi a letto, mentre tutto peggiorava. Mi sentivo come quando si beve molto alcool e, durante l'ebrezza, si arriva al punto limite, si prova nausea e si sa che quello è il punto di non ritorno verso la sbornia.
Mi girava la testa, mi facevano male gli occhi, i denti, le giunture e i muscoli. Sentivo un bruciore di stomaco alquanto fastidioso, e soprattutto sentivo tutto il tratto gastroesofageo dolorante, bruciante, quasi come se fosse "scottato" dall'interno. Respiravo a fatica, sia perché mi sentivo il petto oppresso, sia perché avevo una narice completamente chiusa.
Ora, è importante specificare che io, da mesi e mesi e mesi, non ho il naso chiuso. Mai. Neanche i digiuni arrivano a farmi chiudere il naso dal muco. E, guarda caso, anche la sera prima, mettendomi a letto, mi ero meravigliato di avere una narice chiusa (la stessa). Ma, parallelamente alla scarsa quantità di mandarini del primo giorno, l'otturazione è durata solo una decina di minuti. Poi il naso si è liberato e io mi sono addormentato. Questa volta, invece, ho passato le ultime due ore della mia giornata con il naso chiuso, e mi sono addormentato senza miglioramenti.
Mi creava difficoltà il dormire, esattamente come, tornando a casa dopo aver bevuto un bel po', si fatica a dormire per via della nausea e dei giramenti di testa. Stessa identica situazione, con l'unica differenza che la testa girava in maniera meno violenta. 
La sola idea di mangiare un altro mandarino mi faceva venire la voglia di vomitare, e l'odore, rimasto indelebilmente impresso sulle mie mani e sul mio corpo in generale, non aiutava certo.
Dopo un'oretta di agonia, sono arrivato a fatica in cucina per prendermi una piccola mela. Benché nauseato, e nonostante non avessi la minima voglia di mangiare alcunché, avevo deciso di provare un po' a togliermi quel nauseabondo sapore dalla bocca, e contemporaneamente pulirmi i denti il più efficacemente possibile, per evitare di lasciarli danneggiare ulteriormente durante la notte. Nel tragitto, mi guardo allo specchio: occhiaie, colorito poco rassicurante, palpebre basse, labbra secche. Nel frattempo, comunque, la mia temperatura era salita notevolmente, ma non ho usato il termometro quindi non saprei dire di quanto.
Faccio per mordere la mela, e mi accorgo di avere gli angoli delle labbra (quelli che collegano labbro superiore e inferiore, per capirci) spaccati. Uno spacco netto, lungo due-tre millimetri. Con dolore mastico accuratamente la mela, facendola passare un po' in tutta la dentatura.
Mi accovaccio sul letto e, con fatica, mi addormento.
La mattina dopo la nausea persisteva, ma risultava drasticamente diminuita. In generale, tutti i sintomi erano scomparsi o molto attenuati. La temperatura era solo lievemente alta e il mal di testa percettibile più come confusione mentale che come dolore. I denti e le gengive, in condizioni pessime. Me ne sono accorto quando ho mangiato una mela, nella tarda mattinata, e al primo morso la gengiva sopra gli incisivi superiori ha sanguinato. Fatto grave, gravissimo.
Ma, ancora più grave, è il dolore muscolare che sentivo. Avete presente il dolore del "giorno dopo la palestra"? Bene, io me ne ero completamente liberato, da mesi. Gli sforzi non mi causavano più quei problemi, il giorno dopo, anche quelli molto pesanti. I miei muscoli recuperano con una velocità impressionante, se paragonata ai miei vecchi standard. Quella mattina, invece, sorpresa. Vari muscoli di braccia, avambracci, spalle e pettorali, mi facevano male. L'unico sforzo degno quasi di questo nome, fatto il giorno prima, è stato quello di trasportare la cassa di mandarini (9,5 miseri kg), per circa 500, 600 metri. Solitamente trasporto pesi ben maggiori, quando faccio i miei giri al mercato, per più tempo. E non ne risento, mai.
Come se ciò non possa bastare, ho dovuto anche constatare che il pettorale sinistro, nella parte esterna (quindi in prossimità dell'ascella), mi faceva male. E' un male che io conosco bene, perché ne soffro da sempre. Con la dieta fruttariana avevo completamente risolto, e mai nessun episodio si era ripresentato. Il dolore di cui parlo è qualcosa di veramente atroce. Senti che il muscolo si sia staccato in un punto, e ti brucia di un bruciore e di un pizzichio che ti fanno stringere i denti e gli occhi per un minuto. Avviene all'improvviso, durante il più banale dei movimenti, e in un muscolo "a caso". Ora il bicipide, ora il tricipide, ora il pettorale. Ma, quando avviene, per giorni e giorni il muscolo non si riprende e, appena lo tocchi accidentalmente (anche molto lievemente) e lo spingi nella direzione sbagliata (nel caso dell'altro giorno, dall'interno del bordo esterno verso l'altro pettorale) il dolore torna come al momento dell'infortunio.
Prima ci mettevo giorni e giorni a recuperare da questo stato. Ora, per fortuna, già il giorno successivo non avevo più problemi.
Dico che le ultime due cose sono molto gravi, perché a mio avviso sono segnali di un'usura proteica e, dunque, di uno stato di acidosi. Ora, sull'eterna discussione riguardo il potere acidificante o alcalinizzante degli agrumi, non ho più dubbi.
C'è chi mi ha chiesto se per caso penso si possa trattare di disintossicazione. No, quello che ho passato non è stato dovuto al tanto osannato potere disintossicante degli agrumi. Io, quel giorno, mi sono intossicato. Dopo un anno abbondante di fruttarismo credo di aver ben chiare le idee riguardo il quando e il come il mio corpo si disintossica.

Mai, neanche con l'ultraesagerazione di avocado, neanche con giornate in cui ho mischiato tanti e tanti frutti alla rinfusa, neanche dopo aver raggiunto la nausea con datteri, cachi o altri frutti pesanti, ho avuto una reazione tanto violenta. Per giorni, e tutt'ora, non posso stare in una stanza dove si sia sbucciato un mandarino, e i primi due tre giorni non riuscivo neanche a toccarli. Ora va meglio, ma devo comunque star lontano dell'odore forte, perché mi da' nausea. Terribile, davvero terribile.

C'è da pensare...

Andrea

martedì 26 agosto 2014

Adorata zavorra

La sua influenza era per me come una perenne ombra che oscura si posava sui miei pensieri.
Un maligno consigliere che, con le mani sulle mie spalle, sussurrava suadenti e pesanti parole.
Un velo di torpore su ogni mia parola, azione o pensiero. Un rapporto di amore e odio, di attrazione e repulsione. Un rapporto malato, morboso, insidioso. Il rapporto della dipendenza. Sì, una dipendenza.

Dietro la sua veste da innocente frutto, al di là del suo troppo a lungo ignorato avvertimento amaro, la grassa consistenza permeava quotidianamente la mia bocca, il mio stomaco, il mio intestino. L'oleosa essenza si aggrappava al mio essere come un macigno, trascinando il mio corpo, la mia mente e il mio spirito in basso, nel fondo scuro di un abisso sonnolento.

E, ad ogni mio addio, lui scaltro sussurrava un arrivederci. E dunque, l'indomani, un invisibile filo mi tirava per le strade a cercarlo. Passi a centinaia, migliaia, pur di avere tra le mani quella rugosa morbida pepita. Sguardo fisso, le mani che sanno cosa fare, e scopro di aver infranto il mio proposito. Ancora una volta.
Stordito dal subdolo veleno, avevo perso la leggerezza, e la spirituale altezza che i dolci frutti mi regalavano.

Adesso è finita. Ho detto addio, e lui mi ha sorriso, sicuro che un arrivederci sarebbe rimasto sospeso nell'eternità. E dunque ero io a giocare entrambe le parti, ero io a fissare il silenzioso appuntamento.

Ora il mio spirito corre gioioso, con ancora un peso in meno. La purga fisica ed emotiva è tornata a fare il suo lavoro. La pulizia continua, laddove si era bloccata a causa del grasso macigno. La leggerezza aumenta giorno per giorno.

Come ogni percorso di liberazione, gli ostacoli sono stati indispensabili. Per conoscermi, per crescere, per imparare.

Addio, avocado.

Andrea